Scelte di Classe
Berlinale 2020
(20 Febbraio - 1° Marzo 2020)

L’esplosione delle storie “per giovani adulti” non si arresta neppure in occasione della 70° Edizione del Festival del Cinema di Berlino (20 Febbraio – 1° Marzo 2020). Oltre alle sezioni apposite create dal Festival per raccogliere questo tipo di storie - Generation 14plus e Generation Kplus – risulta essere interessante osservare come questa attenzione nei confronti dei giovani e delle loro storie sia in grado di “trasbordare” trasversalmente nelle altre sezioni che costituiscono il Festival, partendo dal concorso ufficiale e arrivando alla prospettiva più ampia che è il Panorama. Partendo da questa riflessione, abbiamo provato a individuare dei titoli che hanno deciso di centrare il proprio racconto sui ragazzi, o che sono stati scritti e pensati per gli adulti ma che crediamo adatti anche allo sguardo di un adolescente.

FAVOLACCE
di Damiano D'Innocenzo e Fabio D'Innocenzo, Drammatico, Italia, 2020, 98'
Presentato in Concorso Ufficiale | Estratto di articolo a cura di Giorgio Crico del 10 Febbraio 2020

Una favola nera che racconta senza filtri le dinamiche che legano i rapporti umani all'interno di una comunità di famiglie, in un mondo apparentemente normale dove la rabbia e la disperazione sono pronte ad esplodere.

Un quadro apparentemente placido e rassicurante ma che invece copre una realtà molto più complessa e sul punto di collassare: i figli, diligenti ma crudeli, ripiegati su stessi, infelici e profondamente soli, sono contemporaneamente causa e bersaglio di tensioni personali (e non solo) continue che potrebbero esplodere da un momento all'altro, smascherando le contraddizioni su cui è costruito il tessuto sociale profondamente ipocrita su cui i loro genitori hanno edificato una vita solo superficialmente ideale.

Il nostro film è una favola dark tra Italo Calvino e Gianni Rodari (...) È un film che sentiamo che può invecchiare facilmente o lo facciamo adesso o mai più

commento dei registi Damiano e Fabio D'Innocenzo 

Violenza psicologica, repressione, rabbia e ipocrisia sono alcuni dei temi principali del nuovo lavoro dei fratelli D'Innocenzo, una coppia di cineasti romani che ha esordito su grande schermo nel 2018 con La terra dell'abbastanza e che ora presentano al pubblico Favolacce, la loro seconda produzione individuale (hanno collaborato con Matteo Garrone alla sceneggiatura del pluripremiato Dogman). Questo secondo film è una storia corale, dove non c'è un vero protagonista ma ben dodici personaggi che possono dirsi principali, come spiegano i D'Innocenzo, e che fanno riferimento a diversi nuclei familiari che compongono una comunità ristretta e asfittica.

NEVER RARELY SOMETIMES ALWAYS
di Eliza Hittman, Drammatico, USA, UK, 101'
Presentato in Concorso Ufficiale

Un ritratto intimo di due ragazze adolescenti cresciute nelle zone rurali della Pennsylvania. Di fronte a una gravidanza inaspettata e alla mancanza di supporto, Autumn e sua cugina Skylar intraprendono un coraggioso e intenso viaggio attraverso i confini statali fino a New York City.

La sceneggiatrice e regista Eliza Hittman (It Felt Like Love, Beach Rats) crea magistralmente un linguaggio cinematografico spartano attraverso gesti e dettagli, nel quale il sottotesto diventa  importante quanto il dialogo scritto. Il film riesce a evocare un'atmosfera granulosa, desolata e nuda, catturando le giovani attrici, Sidney Flanigan e Talia Ryder (entrambe scoperte), in primi piani intimi che accentuano la complessità delle loro performance naturali e minimaliste. Con una chiarezza tonificante e un'emozione discreta, Hittman racconta senza paura la storia di un'adolescente che fa un viaggio arduo, attraverso il quale emerge un'affermazione più grande, quella di rivendicare il suo corpo e il suo spirito.

THE ROADS NOT TAKEN
di di Sally Potter, USA, UK, Svezia, 2020, 85'
Presentato in Concorso Ufficiale

La storia di Leo e sua figlia Molly, intenta ad accudire il padre perennemente in lotta con la sua psiche e una mente in totale stato confusionale. L'uomo, galleggiando tra ricordi e immagini sbiadite, fantastica sulle vite alternative che avrebbe potuto vivere, se avesse fatto scelte differenti. La ragazza cerca in ogni modo di comprendere cosa stia attraversando suo padre, ma l'enigmatico comportamento di Leo non è il suo unico pensiero; Molly, infatti, deve fare i conti anche con la sua vita e soprattutto con un futuro ancora da costruire.

Tre anni dopo il debutto del suo ottavo lungometraggio al Berlin Film Festival (la commedia nera costellata di stelle e lividi The Party), l'autrice britannica Sally Potter si prepara per un altro importante debutto al medesimo festival. Il primo trailer del film tesse una storia ipnotica in soli due minuti, uno radicato nel presente apparente, con la Molly di Elle Fanning che lotta per il recupero del padre Javier Bardem, mentre la mente di Leo è impegnata a vagare tra il suo "vero" e le altre due vite che potrebbero non essere mai accadute, ma che continuano comunque a influenzarlo.

Il titolo del film è una manifestazione letterale della famosa poesia intitolata La strada non presa di Robert Frost, che gioca con le idee di autodeterminazione e destino. E se Leo avesse preso la strada "meno percorsa" ma fosse riuscito a scegliere anche altri due percorsi? È una drammatica e sbalorditiva ipotesi quella che Potter e il suo cast sembrano aver interpretato in termini emotivi ed estremamente umani. 

TODOS OS MORTOS
di Caetano Gotardo e Marco Dutra, Drammatico, Brasile, Francia, 2020. 120'
Presentato in Concorso Ufficiale

Ambientato negli ultimi mesi del diciannovesimo secolo e all'inizio del ventesimo secolo, Tosos os Mortos racconta la storia del declino di una famiglia a San Paolo, dal punto di vista delle sue tre donne: la madre, Isabella, e le sue figlie Maria e Ana. Dopo la morte della loro domestica Josefina, ex schiava nera dei tempi in cui la famiglia viveva nella fattoria del caffè, la nozione di "casa" sembra smettere di avere senso. Isabel si ammala e non migliora. Sembra che abbia solo pochi mesi da vivere. Maria, una suora e insegnante, ha poco tempo da dedicare alla casa e decidere di coinvolgere maggiormente nella cura domestica sua sorella Ana. Ma Ana è una ragazza strana, tranquilla e solitaria, restia nei confronti del matrimonio e in cerca della sua identità. 

Col passare del tempo, Ana sviluppa una relazione ossessiva con i ricordi della fattoria di famiglia e degli schiavi che vivevano lì. I loro fantasmi tornano a perseguitarla. Il film, incentrato su tre grandi festività brasiliane - il Giorno dell'Indipendenza, il Giorno dei Morti e il Carnevale - è una riflessione sui limiti dell'ambiente familiare e sull'idea di una modernizzazione della civiltà in grando di coinvolgere trasversalmente ogni ambito dell'esistenza domestica. 

Stiamo lavorando su un concetto visivo che è una parte molto importante del progetto per noi. Ambientato alla fine del diciannovesimo secolo, la trama si sviluppa fedelmente a quel periodo e tutti i personaggi vi sono immersi. Tuttavia, la città in cui camminano i personaggi è San Paolo nei giorni nostri. Gli spazi interni vengono ricostituiti come serie di periodi - la stessa logica viene applicata ai costumi. Ma gli spazi pubblici sono l'asfalto, gli edifici, i fili e i rumori della città in cui viviamo oggi. Attraverso questo scontro di tempi storici, trasmesso da una semplice convenzione cinematografica, i personaggi diventano fantasmi di un tipo: il passato che abita ancora la città e che è ancora la base per quello che è diventato.

commento dei registi Caetano Gotardo e Marco Dutra

FUTUR DREI
di Faraz Shariat, Germania, 2020
Presentato in Panorama

Parvis, un ragazzo iraniano-tedesco, affronta la vita nella sua piccola città natale abbandonandosi alla cultura pop, agli appuntamenti su Grindr e ai rave. Dopo essere stato sorpreso a rubare, viene condannato a un periodo di servizio sociale  all'interno di una struttura che accoglie rifugiati. In questa sede, incontra i fratelli Banafshe e Amon, fuggiti dall'Iran. I tre protagonisti si ritrovano e si perdono durante un'estate di fugace giovinezza, vivendo un intenso primo amore, sognando un futuro insieme, e scontrandosi con la dura realtà del contesto socio-culturale della Germania contemporanea. 

Cresciuto a Colonia, figlio di iraniani in esilio, Faraz ha studiato Media Art proprio per aver modo di esplorare attraverso lo strumento filmico le sue esperienze di migrante gay e di seconda generazione. Nel suo lavoro, Faraz riabilita la storia degli esiliati iraniani e tenta di costruire un affresco estremamente più ampio e complesso di quelle che sono le realtà migratorie della Germania.

 

PETITE FILLE
di Sébastien Lifshitz, Documentario, Francia, 2020
Presentato in Panorama

Sasha, sette anni, ha sempre saputo di essere una bambina, anche se è nata bambino. Poiché la società non riesce a trattarla come gli altri bambini della sua età - nella sua vita quotidiana a scuola, lezioni di ballo o feste di compleanno - la sua famiglia solidale conduce una battaglia costante per far capire e accettare la sua differenza.

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Il pluripremiato regista Sébastien Lifshitz (selezionato quattro volte al Festival di Cannes e quattro volte a quello di Berlino) segue Sasha e la sua famiglia per un anno, catturando con la sua fotocamera penetrante, delicata e sottile i loro momenti di gioia davvero commoventi e le molte sfide che affrontano insieme.

SI C'ÉTAIT DE L'AMOUR
di Patric Chiha, Documentario, Francia, 2020, 82'
Presentato in Panorama

La creazione e l'esecuzione dell'opera Crowd di Gisèle Vienne sono eccezionalmente tradotte in linguaggio cinematografico in questo documentario sulla sensulità. Un esaltante affresco a luce al neon di una folla di giovani al ritmo di una forte musica elettronica. 

 

Di recente ho visto Crowd dal vivo e sono rimasto sbalordito da quanto ricreato a livello cinematografico. Il modo davvero insolito di Gisèle Vienne di lavorare con i suoi ballerini viene perfettamente catturato dal regista Patric nel suo film. Ti porta in un posto molto speciale, riuscendo a mescolare incredibilmente il genere e a giocare con la realtà. 

commento di Martin Gondre, co-direttore della BFF

Il film parla racconta la produzione dello spettacolo teatrale Crowd del famoso coreografo franco-austriaco Gisèle Vienne. Il documentario segue le vicende dei 15 giovani ballerini di diverse origini e orizzonti impegnati nella tournée. Dal teatro al teatro, la produzione si trasforma in strane relazioni intime. È difficile dire se l'azione sul palco stia contaminando la vita reale o viceversa. L'ultimo documentario di Chiha, Brothers Of The Night, sui ragazzi rom bulgari che vendono i loro corpi a Vienna, è stato anche presentato in anteprima nel Panorama della Berlinale 2016.

MY SALINGER YEAR
di Philippe Falardeau, Drammatico, Canada, Irlanda, 2020, 101'
Presentato in Berlinale Special | Apertura del Festival di Berlino

Tratto dal libro di Joanna Smith Rakoff, la storia è ispirata alla vita dell'autrice stessa, quando, dopo essersi diplomata al college, accettò un lavoro all'agenzia che rappresentava J.D. Salinger. Il suo entusiasmo e la sua attenzione le permisero di formare un inaspettato legame con l'iconico ma solitario autore, diventando la barriera che proteggeva la sua vita privata dal pubblico.La tre volte candidata all’Oscar Sigourney Weaver e la giovane attrice Margaret Qualley recitano al fianco di Douglas Booth in questo film di apertura della Berlinale 70. 

ONWARD – OLTRE LA MAGIA
di Dan Scanlon, Animazione, USA, 2020
Presentato in Berlinale Special | Estratto di articolo a cura di Giorgio Crico del 26 Agosto 2019

Atteso in sala per il marzo del 2020, Onward è il nuovo film della Pixar. Chiamato a raccogliere il testimone (pesantissimo!) di Toy Story 4, questo nuovo lungometraggio animato propone un'ambientazione ancora una volta inedita, com'è tradizione per gli studios di Emeryville: stavolta il mondo sembra proprio il nostro, con case, automobili, smatphone e tutto il resto... solo che non ci sono esseri umani perché i personaggi sono tanti tipi diversi di esseri fantastici che noi ricolleghiamo alle fiabe (elfi, troll, unicorni, pegasi, fauni, satiri, gnomi e chi più ne ha, più ne metta). Insomma, ancora una volta Pixar ha centrato il punto, creando l'ennesimo universo di riferimento originale e interessante.