Scelte di Classe
Cannes 70

In questi anni abbiamo assistito ad un esplosione di storie “per giovani adulti”; sembra essere il settore in più rapida crescita, forse anche grazie al successo delle nuove produzioni seriali che mai come ora stano raccogliendo l’interesse del nuovo pubblico. Partendo da qui, abbiamo provato a fare ordine nella roboante quantità di stimoli presenti al Festival di Cannes, immaginando una carrellata di quelle che ci sembrano essere le storie e gli autori più interessanti, scegliendo tra quelli che hanno deciso di centrare e il proprio racconto sui ragazzi, ma anche alcuni film scritti e pensati per gli adulti ma che crediamo adatti anche allo sguardo di un adolescente.

CUORI PURI
di Roberto De Paolis

È la storia dell’amore tra Stefano e Agnese, anime diverse chiuse in mondi diametralmente opposti. Per non perdersi, i due ragazzi dovranno rinunciare a tutto quello che hanno, compiendo scelte coraggiose e difficili.

«Al centro del film c’è il tema della verginità: da una parte quella del corpo, illusione infantile di purezza e di perfezione e dall’altra quella del territorio, metafora di barriere e muri che si alzano a protezione dell’identità. I cuori puri del film, Stefano e Agnese, sono incapaci di tendere al mistero e al rischio della diversità», dichiara il regista. Roberto De Paolis, classe 1980, fotografo con studi al London International Film School, oggi al suo esordio nel lungometraggio, per questo racconto profondamente calato nella realtà ha condotto una ricerca sul campo «attraversando la periferia dei centri accoglienza e dei campi rom per poi entrare nelle chiese e indagare la realtà contemporanea delle comunità cristiane». Cuori Puri è interpretato da Selene Caramazza, Simone Liberati, Barbora Bobulova, Stefano Fresi, Edoardo Pesce, Antonella Attili, Federico Pacifici, Isabella delle Monache. Il film è prodotto da Young Films con Rai Cinema, con il contributo economico del Ministero dei Beni e le Attività Culturali e del Turismo – Direzione Generale per il Cinema. Cuori Puri è uscito in sala in Italia il 25 maggio distribuito da Cinema.

A CIAMBRA

Jonas Carpignano presenterà alla Quinzaine la sua opera seconda A Ciambra, progetto nato dal successo dell’omonimo cortometraggio che ha incantato esperti e addetti ai lavori di tutto il mondo. Gli attori impiegati sono le stesse persone zingare che vivono in forma stanziale oggi a Gioia Tauro e alcuni anziani che hanno realmente compiuto da ragazzini il viaggio che apre la vicenda che racconta l’amicizia tra un uomo di colore e un bambino rom. Di seguito il racconto del progetto:

L'intrusa

Leonardo Di Costanzo dopo il sorprendente L’intervallo, torna a Napoli per raccontare la contemporaneità attraverso temi universali vicini al mondo dei ragazzi. ”L’Intrusa, dichiara il regista, non è un film sulla camorra, è un film su chi ci convive, su chi giorno per giorno cerca di rubargli terreno, persone, consenso sociale, senza essere né giudice né poliziotto. Ma è anche una storia su quel difficile equilibrio da trovare tra paura e accoglienza, tra tolleranza e fermezza. L’altro, l’estraneo al gruppo, percepito come un pericolo è, mi sembra, un tema dei tempi che viviamo”.

In concorso alla Quinzaine Des Réalisateurs, Il film narra le vicende di Giovanna, fondatrice del centro La Masseria a Napoli, un luogo in cui le mamme del quartiere portano i loro bambini per allontanarli dall’ambiente mafioso. In questo piccolo spazio sicuro si rifugia Maria, moglie di un killer arrestato per l’omicidio di un innocente. Una donna che ha due figli a carico ma che, per le altre mamme della comunità, rappresenta il male incarnato. Giovanna si troverà così a compiere una scelta difficile. Il film sarà distribuito in Italia da Cinema.

I AM NOT A WITCH

L’esordiente nel lungometraggio Rungano Nyoni presenterà I Am Not A Witch che racconta le disavventure di una bambina di nove anni esiliata dal suo villaggio dopo un lieve incidente e che si imbatte in un gruppo itinerante di streghe. Il cast, composto da non professionisti, ha nell’utilizzo della satira il suo punto di forza, per raccontare una storia sulla credenza nella stregoneria che nasconde pregiudizi, discriminazioni, volte ad estirpare forme di conoscenza arcaica, soprattutto femminile. Una riproposta interessante, soprattutto in questo momento, su un argomento, quello della caccia alle streghe, raramente sottoposto all'attenzione di ragazze e ragazzi, cresciuti con le melense imprese di streghine stereotipate. La produttrice britannica Emily Morgan ha dichiarato: “E’ stato emozionante vedere Rungano dare forma alla sua originalissima sceneggiatura con un’estetica visiva tanto vibrante e la sua miscela unica di fantasia e realismo, sullo sfondo di una varietà di paesaggi zambiani accattivanti. Come nei suoi cortometraggi, dà vita alla storia con interpretazioni incredibili di attori non professionisti accuratamente selezionati”.

A seguito di un banale incidente nel suo villaggio, la piccola Shula, di 8 anni, viene accusata di stregoneria. Dopo un breve processo e la successiva condanna, la bambina verrà presa in custodia ed esiliata in un campo di streghe nel mezzo di un deserto. Giunta all'accampamento prenderà parte ad una cerimonia di iniziazione dove le viene mostrato il regolamento che scandirà la sua nuova vita da strega. Come le altre residenti, Shula è costretta a vivere legata ad un grande albero dal quale è impossibile staccarsi. La pena per chi disobbedisce sarà una maledizione orribile, che trasformerà chiunque tagli la corda in una capra.

JEANNETTE, L'ENFANCE DE JEANNE D'ARC

Dopo la serie "P'tit Quinquin”, Bruno Dumont torna ad affidarsi ad interpreti non professionisti per raccontare l’infanzia di Giovanna D’Arco. Ispirato alla pièce di Charles Péguy, la Jeannette di Dumont rivisita i primi anni di un futuro santo, sotto forma di musical, con una colonna sonora electro-pop-rock che offre un ritratto che parla ai giovani di oggi, per rappresentare le turbolenze e la sofferenza del nostro mondo. Per Dumont, “In questo testo, troviamo una risonanza di grande attualità che riguarda la fede, la certezza l'esistenza di Dio, la paura dell'invasore, l'impegno ".

PATTI CAKE $

Apparso tra le sorprese del Sundance film festival, Patti Cake $ completa la nostra ricognizione trai film presenti alla Quinzaine. La critica ha accolto con una standing ovation il debutto di Geremy Jasper che con la storia dell’aspirante rapper Patti Cake $, ci racconta l’ambizione e il sogno di un ragazzo di 23 anni, di diventare un rapper di successo cercando di evitare i dettagli monotoni della sua vera vita: il lavoro in un bar locale e la vita a casa con la nonna malata (Cathy Moriarty) e la madre difficile (Bridget Everett). Ma insieme al suo amico Hareesh (Siddharth Dhananjay), progetta un piano per fuggire dal New Jersey e diventare una stella.

SICILIAN GHOST STORY

Dopo aver vinto con Salvo nel 2013 il Gran Premio della "Semaine” e il Premio Rivelazione al 66° Festival di Cannes, i due registi, Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, sono stati invitati dal direttore Charles Tesson ad aprire la 56esima edizione della Semaine de la Critique. È la prima volta per un film italiano: Charles Tesson ha ammesso: «Antonio Piazza e Fabio Grassadonia aprono la Semaine de la Critique del Festival di Cannes con un incredibile film, incrocio di generi diversi, che combina sguardo politico, fantasia e storia d’amore, con potente maestria».



Dunque sarà una storia di ragazzi ad aprire la Semaine de la Critique: Giuseppe un ragazzino di tredici anni, scompare. Luna, una compagna di classe innamorata di lui, non si rassegna alla sua misteriosa sparizione. Si ribella al silenzio e alla complicità che la circondano e pur di ritrovarlo, discende nel mondo oscuro che lo ha inghiottito e che ha in un lago una misteriosa via d’accesso. “La collisione fra un piano di realtà e un piano fantastico”- dichiarano i due registi - ci ha fatto riconoscere gli elementi che da tempo avevamo davanti agli occhi: un fantasma e la colpa di un mondo che sopprime bambini, raccontano i registi. Elementi per una ghost story. Una ghost story siciliana e, in quanto tale, sul piano di realtà, favola nera. Una ghost story siciliana e, in quanto tale, sul piano fantastico, favola d’amore”.

I tredicenni Julia Jedlikowska (Luna), polacca palermitana, e Gaetano Fernandez (Giuseppe) del quartiere Zisa di Palermo, recitano per la prima volta sul grande schermo. Sono stati scelti dopo un lungo casting durato nove mesi in Sicilia. Al loro esordio anche gli altri quattro ragazzi coprotagonisti: Corinne Musallari, Lorenzo Curcio, Andrea Falzone e Federico Finocchiaro. Durante l’estate prima delle riprese, sotto la guida dei registi, i ragazzi hanno partecipato a un laboratorio di preparazione, articolato in più fasi, che poco per volta li ha condotti dentro la storia e nei luoghi in cui si sono svolte le riprese.

Con la sceneggiatura di Sicilian Ghost Story Fabio Grassadonia e Antonio Piazza avevano ricevuto il prestigioso Sundance Institute Global Filmmaking Award al Sundance Film Festival del 2016, il premio che ogni anno onora «registi emergenti dalle diverse parti del pianeta che posseggono l'originalità, il talento e la visione per essere celebrati come futuro del cinema mondiale».

AVA

Uscita dal dipartimento sceneggiatura della Fémis, Léa Mysius è stata apprezzata per i suoi corti a Clermont-Ferrand nel 2013), e alla selezione della Cinéfondation al Festival di Cannes 2014. Per il suo esordio al lungometraggio, la cineasta ha immaginato un personaggio libero e determinato proprio come da sempre ci vengono descritti i più bei personaggi femminili delle fiabe, arricchito dalla straordinaria performance della sua attrice principale, Noée Abita. Scritta da Léa Mysius (che ha anche co-firmato il prossimo film di Arnaud Desplechin, Les Fantômes d'Ismaël) e Paul Guilhaume, la sceneggiatura (vincitrice del premio Sopadin Junior nel 2014) è incentrata su Ava, 14 anni, la quale scopre che presto perderà la vista. Entro un mese, sarà buio totale. Sua madre, Maud, decide di fare come se niente fosse e di trascorrere insieme delle belle vacanze estive. Ava preferisce affrontare il problema a modo suo… Comincia col rubare un cane nero incontrato sulla spiaggia.

la familia

Per la prima volta un film venezuelano compete alla Settimana della Critica a Cannes. Diretto da Gustavo Rondón Córdova, che fino ad ora ha avuto una carriera di successo come regista di cortometraggi, firma il suo debutto al lungometraggio con un film intimo e personale. La Familia, coproduzione con il Cile e Norvegia, racconta la storia di Andres, 35 anni, e suo figlio Pedro, 12, che vivono in un quartiere di Caracas. L'assenza del padre permette al bambino trascorre la maggior parte del tempo sulla strada, in un ambiente molto aggressivo che lo costringe ad agire nello stesso modo. Un giorno viene aggredito da altri ragazzi e la sua reazione è così violento che l'altro bambino è ferito in modo grave. Temendo ritorsioni, vede come unica opzione la fuga.

“Questa volta ho voluto parlare dei legami e dei forti conflitti che avvengono nella città, un luogo che è diventato ostile e complesso che ha un sacco d’interferenze in ciò che siamo”. Rondon ha immaginato la città di Caracas come un personaggio che negli ultimi anni è diventato cattivo, e ha spiegato: “E ' un film che solleva questioni, non conclusioni. Questo è il tipo di lavoro che voglio fare ".

Anche il concorso ufficiale di Cannes 70 offre delle sorprese:

TODD HAYNES PORTA AL CINEMA L’ADATTAMENTO CINEMATOGRAFICO DI WONDERSTRUCK

Il libro di Bian Selznick ci aveva già stupito con la sua precedente opera, La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, una novità assoluta, di grande qualità sia nelle immagini che nel testo, con un ritmo narrativo impeccabile, e un fascino nella storia che è stato colto anche da Scorsese, che ne ha tratto una bella trasposizione cinematografica. Ripartire da lì era davvero difficile: come proporre qualcosa che replicasse quella fortunata formula senza ripetersi? Dopo cinque anni ecco la risposta, Wonderstruck pubblicato in Italia da Mondadori con il titolo La stanza delle meraviglie.

A guardarla rapidamente la storia può sembrare una copia dell’altro lavoro. Eppure Wonderstruck, pur rimanendo totalmente indipendente, e in scia a Hugo Cabret, trova la chiave per rinnovarsi: non più un’unica storia raccontata con due linguaggi, ma due storie divise (non a caso ha voluto metterci cinquant’anni in mezzo) eppure simmetriche, ognuna un linguaggio. Sono due anche i protagonisti, un maschio e una femmina, che pur distanti due generazioni hanno qualcosa in comune.

Ben e Rose sono giovani ai margini, separati dal mondo dalla patina data dalla loro sordità (un gran bel modo anche per discutere di handicap), ed entrambi stanno cercando qualcosa, un tassello che sono sicuri ricomporrà il puzzle della loro vita. Le due storie procedono davvero parallele, e a volte quello che capita a uno è il completamento della vicenda rimasta in sospeso all’altro. Una sorta di “poetica della meraviglia”: lì entra la magia del cinema, qui le stupefazioni dei musei, le stranezze esotiche e i reperti che lasciano a bocca aperta. Vere passioni per un autore come Todd Haynes, che siamo certi saprà guidare il pubblico alla scoperta delle stanze meravigliose proposte da questo attesissimo film.

Fuori concorso invece c’è da segnalare:

HOW TO TALK TO GIRLS AT PARTIES
(Come parlare alle ragazze alle feste)

Tutti, o quasi,conoscono il nome di Neil Gaiman (Coraline). Qui parliamo della trasposizione di un suo racconto breve, unico nel suo genere che il visionario regista John Cameron Mitchell (“Hedwig”, “Shortbus”, “Rabbit Hole”) porterà sul grande schermo con un originalissimo film che trasporta una storia d’amore tra adolescenti nell’insolita cornice della Londra degli anni Settanta, tra ragazzi punk e femminili presenze aliene. Il viaggio alla scoperta della cultura e delle abitudini dei terrestri londinesi della giovane aliena Zan, interpretata da Elle Fanning, è un vitale e stravagante inno alla libertà. L’interpretazione di Nicole Kidman nel ruolo della regina del punk Boadicea è già un cult. Si tratta di un viaggio poetico di una storia carica di significato e simbolismo che mette in luce quell’elemento quasi fantastico e “fantascientifico” del confronto tra ragazzi.

Il film uscirà in sala in Italia distribuito da Cinema di Valerio De Paolis.

Infine come proiezione speciale per ragazzi, un cinecomics d’animazione tratto da bédé di grande successo:

ZOMBILLENIUM

Lungometraggio animato ispirato al fumetto di Arthur de Pins, racconta la storia del parco divertimenti Zombillenium l’unico parco che possa vantare uno staff formato interamente da zombi, lupi mannari, fantasmi, vampiri e mummie veri, ma non particolarmente amato dagli abitanti dei dintorni, che si ribellano. L’uscita in Francia è prevista per 18 ottobre.