AUTORE
Laurent Moreau
(traduttore Laurent Moreau)
GENERE
fantasi
RATINGS PUBBLICO
10
N. PAGINE
30
EDITORE
orecchio acerbo
«Ora basta! Perché non andate a giocare fuori?»
L’avventura comincia con l’invito di una mamma che, non volendo più vedere i figli far danni dentro casa, li invita a giocare fuori. Prende avvio un viaggio in ambienti remoti che si conclude al punto di partenza con un po’ di caos in più e tante nuove scoperte. Se già l’orto di casa è un “fuori” da scoprire e esplorare, in breve i due bambini e il gatto percorrono tutti i continenti, dal deserto alla savana alla giungla, dove l’invito a dondolarsi sui rami bassi del melo viene superato da un panorama con alberi altissimi, liane e un pitone di nome Seba. I tre avventurieri torneranno a casa portando con sé parte dei mondi esotici e selvatici che hanno scoperto.
L’esplorazione si conclude con l’analisi tassonomica: otto pagine in cui vengono catalogati tutti gli animali presenti nel libro divisi per habitat.
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Andate a giocare fuori: c’è il mondo che vi aspetta – Miriam Grandi – scaffalebasso.it, 6 maggio 2018
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COMMENTO
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KEYWORDS
giocare
La storia inizia e finisce nei risguardi, che condividono con le prime pagine del libro il fondo bianco. Il motore sta già nel frontespizio, ed è l’invito a uscire di casa, invito che non appena viene accolto dai tre protagonisti modifica l’ambiente stesso del libro: tavole ricche e brulicanti che avvolgono il lettore, creando un senso di meraviglia e spaesamento.
Lo spaesamento è dato tanto dalla presenza dell’esotico nel quotidiano, quanto da un animale che lascia la propria traccia in tutte le tavole anche quando non c’è: l’uomo, con le sue macchine, fabbriche, case, mezzi di trasporto e modificazioni del panorama naturale. Questa invasione viene rovesciata alla fine del libro, quando saranno gli animali selvatici a mettere piede nell’ambiente domestico, perché i tre protagonisti portano inevitabilmente con sé ciò che hanno visto e le avventure che hanno vissuto.
Una storia che traghetta dal domestico al selvatico e ritorno, un libro che si situa tra fiction e non fiction e che quindi si presta a venir letto in vari modi: concentrandosi sull’elemento umano e quindi sul significato ecologico, seguendo solo la narrazione, giocando a trovare gli animali, creando una narrazione fantastica su ogni doppia pagina.
C’è inoltre un doppio ritmo narrativo tra testo e immagine: il primo offre un crescendo più cauto verso l’immaginario mentre il secondo registro offre uno sconfinamento nel fantastico non appena si esce di casa. Forse perché, come ogni raccomandazione genitoriale, i protagonisti delle storie superano e capovolgono le indicazioni, così la loro avventura va ben oltre l’invito materno.
«Ora basta! Perché non andate a giocare fuori?»
Vi piace giocare all’aperto? È importante che anche in città esistano parchi e luoghi all’aperto in cui i bambini possano giocare e esplorare liberamente? Avete mai vissuto un’avventura? Anche voi dopo le avventure fuori casa riportate tesori e cimeli selvatici?
Storie inaspettate di famiglie e di animali
J. Fardell, Ti mangio!, Il Castoro, 2012
Invito a giocare fuori
B. Alemagna, Un grande giorno di niente, Topipittori, 2016
Libri che parlano della natura intorno a noi
R. Henriques, Mare, La Nuova Frontiera Junior, 2014